Per categoria | Cronaca, Cultura, Politica, Primo Piano

La nuova piazza di Montale : le immagini del progetto e l’intervista a Mauro Andreini

Pubblicato il 25 aprile 2018 by Oggi

Si pubblicano alcune immagini del progetto della nuova piazza di Montale insieme al testo integrale dell’intervista all’archietto Mauro Andreini, autore del progetto, che, in forma ridotta, è stata pubblicata sulla Cronaca di Pistoia del quotidiano La Nazione a firma Giacomo Bini il giorno 24 aprile 2018.

Intervista a Mauro Andreini

Se l’aspettava una reazione così vivace al suo progetto ?

Certo. Sono normali e prevedibili queste reazioni. La prima volta che presentai il progetto all’amministrazione comunale li avvertii di tenersi ben saldi. Soprattutto il muro avrebbe generato reazioni, come tutte le cose a forte impatto. In quell’occasione però, se non ricordo male, il progetto fu apprezzato in modo unanime.

Vede, nel corso della mia carriera ho progettato opere pubbliche ed opere per comunità numerose e tutte le volte il percorso è stato fisiologicamente più complicato. Dibattito tra favorevoli e contrari, tra le varie “opinioni pubbliche”, uso il plurale perché non esiste l’”opinione pubblica”.

A S.Quirico d’Orcia, “capitale” della Valdorcia, fu oggetto di critiche il mio progetto della nuova piazza fuori porta e della riqualificazione delle aree lungomura. Ora quella piazza è tra i luoghi più vissuti del paese, vedo cene di contrada, concerti, bambini che giocano, anziani del pomeriggio all’ombra e, che sappia io, nessuno tornerebbe allo stato originario.

Nel nostro mestiere aspirare all’unanimità è pura e pericolosa autoillusione, dalla quale è bene rifuggire, renderebbe il progetto ruffiano o insignificante.

Ci ripete, in poche parole, le caratteristiche del progetto ?

L’aspirazione principale è quella di realizzare per Montale una piazza polivalente che attualmente non c’è. Un luogo aperto alle varie attività collettive e comunitarie, come tutte le vere piazze dei paesi e delle città storiche, oltre che confortevole per la vita quotidiana, che non sia disturbato dal traffico e che abbia una connotazione architettonica tipica delle piazze, non dei giardini.

Questo progetto tende ad invogliare ad andare e a stare in piazza, in questa isola pedonale protetta. Proprio l’antitesi della piazza giardino come è adesso e che peraltro non mi sembra sia affollatissima di vita.

Infine, ma non meno rilevante, la chiesa ed il complesso parrocchiale non avranno più davanti una strada trafficata ma una piazza pedonale.

Le attenzioni dei cittadini si sono incentrate sul muro monumento

Io ho spiegato in occasione della presentazione pubblica alla Smilea le motivazioni funzionali e artistiche per cui ho previsto quel Monumento contemporaneo a forma di muro. Credo che gran parte dei dissensi si basi su proprie impressioni istintive, secondo il proprio gusto, che doverosamente rispetto, ma non cambiano la mia idea di piazza. Sa che anche mio suocero rimase scioccato nel vedere quel monumento e mi dette del pazzo? Se avessi fatto una barriera con una siepe sarei stato senz’altro più ecologico, se avessi messo un cortèn o una struttura lignea sarei stato senz’altro più alla moda. Ho messo invece la muratura, materiale più duraturo e più adatto a sfidare il tempo. D’altra parte, quello dell’architetto è un mestiere pieno di rischi che si combattono solo col coraggio e con la fantasia, come cantava l’amico e mio affezionato estimatore Francesco De Gregori.

Perché il monumento muro ?

Il monumento muro ha una doppia valenza, da una parte protegge la vista dal fiume del traffico di via IV Novembre e rende più protetto ed intimo lo spazio della piazza, dall’altra svolge la funzione di galleria d’arte all’aperto e di “narratore” della storia locale attraverso le memorie di pietra. Un muro double face, da una parte l’arte e la contemporaneità, ospitando opere d’arte, anche di mini street art, dall’altra la storia “a lapidi” della città. Se lo immagina se un Chia o un Paladino o altri artisti accettassero l’invito di realizzare una formella dipinta da fissare in modo permanente sul monumento o affrescassero un tassello del muro ? Poi se l’amministrazione e i cittadini lo vorranno usare anche per altre funzioni, ben venga. E’ una sorta di pagina bianca da scrivere con immagini e scritti legati alla comunità, alla storia del paese. Dovrebbe essere il muro di tutti. Inoltre intende porsi come elemento di forte connotazione architettonica della piazza e chissà che un giorno non possa diventare una “cartolina” di Montale.

I cittadini chiedevano una maggiore partecipazione

Se intende partecipazione alla progettazione e se si intende l’architettura come forma d’arte, credo che l’architettura sia una risposta individuale ad una richiesta collettiva. I progetti di opere pubbliche non si possono fare rincorrendo il plebiscito e l’unanimità. La partecipazione pubblica al progetto, nella sua fase di creazione artistica, mi appare una velleità un po’ demagogica, se non altro per la mancanza di competenze che avrebbero i cittadini. Però, ripeto, mi riferisco solo al mio ambito operativo, cioè quello dell’atto creativo artistico. E’ come se chiamassero me come relatore ad un convegno di cardiochirurghi.

D’altra parte, secondo il mio modesto parere ed esperienza, l’architettura non mi sembra un’arte praticabile con la partecipazione popolare, pena risultati ibridi e possibili mostruosità pluricefale. L’architettura non può essere un’arte “a furor di popolo”. E’ semplicemente un’arte individuale, da prendere o lasciare. Ma guai per un architetto farsi condizionare da pareri improvvisati o arbitrari e non supportati da valide motivazioni che vadano oltre il gusto personale.

A quali progetti sta lavorando in questo periodo ?

Tra i progetti a cui sto lavorando attualmente, quello che più mi sta prendendo attenzione e passione è un nuovo edificio Museo nella città di Siena che sarà inaugurato a settembre. E mi appassiona molto anche il Laboratorio Montalcino, di cui sono direttore scientifico, dove – insieme alle università di Roma, Catania e Napoli – si progettano edifici e spazi pubblici, anche nel centro storico e dove nessuno ha paura dei muri.

Grazie dell’intervista

Grazie a lei, ma la ritenga come prima ed ultima. Non amo parlare dei miei progetti fino a quando non sono costruiti. Lascio gli altri parlarne, commentarli e criticarli, logicamente nei limiti del “codice civile”. E poi, il mondo è bello perché è vario, fatto di tante soggettività e di tante idee e correnti di pensiero. Io per adesso mi tengo le mie.

Comments are closed.

Advertise Here
Advertise Here

ADS